{"id":22,"date":"2021-06-01T15:34:03","date_gmt":"2021-06-01T13:34:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lapomera.it\/?p=22"},"modified":"2021-06-01T15:34:04","modified_gmt":"2021-06-01T13:34:04","slug":"condividere-online-i-dati-personali-preoccupa-la-popolazione-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lapomera.it\/?p=22","title":{"rendered":"Condividere online i dati personali preoccupa la popolazione mondiale"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 45%&nbsp;della popolazione mondiale \u00e8 preoccupata per la condivisione digitale delle proprie informazioni personali, e un terzo ammette di non sapere che uso ne viene fatto una volta che vengono condivise. Le opinioni dei cittadini italiani sono in linea con la media mondiale, con il 43% che dichiara di essere preoccupato, e il 32% che ammette di non conoscere l\u2019uso che ne viene fatto. Si tratta delle principali evidenze emerse dall\u2019Annual WIN World Survey di WIN International, l\u2019associazione per le ricerche di mercato a livello mondiale di cui fa parte BVA Doxa. Il WIN World Survey ha indagato le opinioni e le convinzioni di 26.433 cittadini provenienti da 34 Paesi in tutto il mondo sul tema della privacy delle informazioni digitali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il 45%&nbsp;dei cittadini teme per la propria privacy&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I pi\u00f9 preoccupati sono i cittadini delle Americhe: pi\u00f9 della met\u00e0 delle persone nel continente americano (54%) si sente preoccupata, con Brasile (72%) e Cile (61%) i Paesi pi\u00f9 preoccupati per la condivisione digitale delle proprie informazioni. La quota dei \u201cpreoccupati\u201d rimane significativa per\u00f2 anche in altre aree del mondo: nella regione Asia e Pacifico lo \u00e8 il 45%, e in Europa il 43%. Per quanto riguarda l\u2019Italia i dati sono in linea con i risultati europei, con il 43% che si dichiara preoccupato, mentre il 10% afferma di non esserlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Italia: per il 21% condividere le proprie informazioni personali online \u00e8 una necessit\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se per il 22% della popolazione mondiale condividere i dati oggi \u00e8 una necessit\u00e0 per il 30% non \u00e8 necessario. La quota degli europei che ritiene necessario condividere i dati personali si attesta al 19%, mentre in Italia al 21%, al contrario della Francia (8%), che insieme a Corea del Sud (10%) e Per\u00f9 (9%), \u00e8 tra i Paesi in cui le persone si trovano meno d\u2019accordo con l\u2019affermazione. Quasi un terzo della popolazione intervistata poi non \u00e8 d\u2019accordo con le pratiche in materia di privacy adottate dalla maggior parte dei raccoglitori di dati, e le persone di et\u00e0 pari o superiore a 55 anni sono quelle che esprimono maggiormente il loro disaccordo. In Europa, il 25% non \u00e8 d\u2019accordo con le pratiche in materia di privacy, una percentuale che si abbassa al 15% in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il 32% degli italiani \u00e8 consapevole dell\u2019uso che viene fatto dei propri dati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma quanto sono consapevoli le persone di ci\u00f2 che succede una volta che i dati sono condivisi? Quasi un terzo della popolazione (27%) ammette di sapere cosa succede con i propri dati, ma un altro 27% non sa come verranno utilizzati o dove. Tra le regioni geografiche, il 30% delle persone in Asia Pacifico ha affermato di sapere cosa succede con i propri dati personali dopo che sono stati condivisi, fanno eccezione il Giappone e la Corea del Sud, dove rispettivamente solo il 12% e il 4% dicono di averne consapevolezza. Facendo riferimento al nostro Paese, il 32% sostiene di conoscere l\u2019uso che viene fatto dei propri dati: una percentuale pi\u00f9 alta della media europea, che si attesta al 23%.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 45%&nbsp;della popolazione mondiale \u00e8 preoccupata per la condivisione digitale delle proprie informazioni personali, e un terzo ammette di non sapere che uso ne viene<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":23,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-22","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lapomera.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lapomera.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lapomera.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lapomera.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lapomera.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.lapomera.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24,"href":"https:\/\/www.lapomera.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22\/revisions\/24"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lapomera.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/23"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lapomera.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lapomera.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lapomera.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}