Il bullismo invisibile: giovanissimi tra soprusi, solitudine e web

Il bullismo invisibile: giovanissimi tra soprusi, solitudine e web

Le relazioni sono complicate a qualsiasi età, ma fra i giovanissimi le dinamiche possono trasformarsi in esperienze anche molto dolorose. Sempre più spesso, ragazzi e ragazze si trovano a fare i conti con episodi di prevaricazione, che prendono la forma di insulti, esclusione sociale, minacce o violenze psicologiche. Questo è il volto del bullismo, un fenomeno che non conosce confini e si manifesta con insistenza, sia nella realtà che online.

Una recente indagine dell’ISTAT, condotta su oltre 39.000 giovani tra gli 11 e i 19 anni, ha messo in luce quanto il problema sia diffuso. Quasi 7 ragazzi su 10 dichiarano di aver vissuto, almeno una volta nell’ultimo anno, esperienze spiacevoli, offensive o umilianti. E per circa 1 su 5 queste azioni sono ricorrenti, accadendo più volte al mese.

Nord e Sud: un’Italia divisa anche nel bullismo

Le differenze geografiche sono evidenti. Mentre nel Mezzogiorno si registrano percentuali più alte di giovani che non hanno mai subito episodi di bullismo, nel Nord Italia la frequenza di episodi ripetuti è maggiore: in particolare nel Nord-Est, dove il 22% dei ragazzi è coinvolto in situazioni di sopraffazione continuativa.

Bullismo diretto e indiretto: cambiano le forme, non il dolore

Le modalità con cui si manifesta il bullismo variano. C’è quello diretto, fatto di insulti, minacce e aggressioni fisiche, e quello indiretto, più subdolo, che si esprime attraverso l’esclusione o la diffamazione. I dati parlano chiaro: oltre il 55% dei giovani ha ricevuto insulti verbali, mentre il 43% si è sentito emarginato. Le femmine sono più spesso vittime di esclusione, mentre i maschi subiscono più offese e aggressioni fisiche.

Cyberbullismo: il volto digitale del fenomeno 

Con l’uso massiccio della rete tra gli adolescenti – oltre il 90% è connesso quotidianamente – il bullismo ha trovato un nuovo canale: il web. Il cyberbullismo, fatto di insulti sui social, messaggi umilianti o contenuti offensivi condivisi online, ha colpito circa un terzo dei giovani italiani.
I maschi risultano i più esposti, con quasi il 9% che denuncia episodi ripetuti di molestie online.

Famiglie, scuole e istituzioni devono agire

Il bullismo – fisico o digitale – non è un fatto privato. È una questione collettiva che chiama in causa educatori, genitori e istituzioni. Capire il fenomeno, parlarne e agire in modo concreto è oggi più che mai urgente.

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