L’impegno civico, sociale e solidale è da sempre uno dei caposaldi dell’Italia. Proprio per esplorare questo settore così importante per il nostro Paese, l’Istat ha condotto un’analisi approfondita con tutti i numeri del comparto fio al 2023.
Il dato principale è che il numero complessivo di volontari ha subito un calo generalizzato, mentre aumenta chi si impegna su più fronti.
Il 9,1% della popolazione svolge attività di volontariato
Nel 2023, circa 4,7 milioni di italiani con più di 15 anni hanno svolto attività di volontariato, pari al 9,1% della popolazione. Si tratta di una decisa flessione rispetto al 2013, quando la quota era del 12,7%.
Cresce però il numero di persone attive sia in ambito organizzato, tramite associazioni, sia in forma autonoma, offrendo aiuto diretto: oggi sono oltre un milione, più del doppio rispetto a dieci anni fa.
Più volontari nei settori della cultura e dell’ambiente
Il volontariato strutturato trova nuovo slancio in ambiti come cultura e tempo libero, assistenza sociale, protezione civile e tutela ambientale. In calo, invece, l’impegno nel settore religioso, sportivo e sanitario.
Diminuisce anche chi presta aiuto diretto a persone conosciute, mentre cresce il supporto a favore della collettività e dell’ambiente.
Nord più attivo del Sud
Il coinvolgimento è più alto nel Nord-est, dove il 9,1% partecipa al volontariato organizzato e il 6,2% offre aiuti diretti. Il Mezzogiorno registra invece i tassi più bassi. Rispetto al 2013, la partecipazione cala in tutte le aree, con una tenuta maggiore nel Nord rispetto al Centro e al Sud.
Le donne più propense ad “aiutare”
Uomini e donne si distribuiscono in modo simile tra le varie forme di volontariato, ma con leggere differenze: gli uomini sono più presenti nelle attività organizzate, mentre le donne tendono a offrire più spesso aiuti diretti. Il calo rispetto al 2013 è stato più marcato tra gli uomini.
Adulto ed istruito: il profilo del volontario
Chi ha un titolo di studio elevato partecipa di più, ma anche tra laureati e diplomati si osserva un calo generalizzato. I giovani mostrano un progressivo disimpegno, mentre le fasce più anziane restano stabili e rappresentano oggi la colonna portante del volontariato italiano.
I pensionati si confermano infatti i più attivi all’interno del terzo settore, mentre appare decisamente più debole la partecipazione di studenti e casalinghe. Gli over 65 restano protagonisti silenziosi ma fondamentali dell’impegno civico quotidiano.