E’ più importante vivere bene o vivere a lungo? La domanda, apparentemente semplice, ha invece Division i cittadini del mondo, che sul tema hanno percezioni e aspettative molto diverse. Lo ha evidenziato la ricerca internazionale promossa da WIN – Worldwide Independent Network of Market Research, condotta su un campione di 35.515 persone in 40 Paesi.
L’analisi regala una panoramica molto interessante su come le popolazioni di diverse culture stiano rivalutando valori e aspettative legati all’età, al benessere e alla famiglia. In Italia, il sondaggio è stato curato da Doxa.
Al primo posto c’è il benessere
Vivere bene è più importante che vivere a lungo: ne è convinto oltre la metà (per la precisione il 59%)del campione intervistato. Questo approccio diventa più marcato con l’avanzare dell’età – raggiunge il 62% tra gli over 65 – e cresce con il livello d’istruzione. Tra chi crede in questo teorema, a livello geografico le percentuali più alte si registrano in Paraguay, Turchia e India.
In fondo alla classifica ci sono invece Polonia, Costa d’Avorio, Francia e Giappone. L’Italia si piazza nella parte bassa della graduatoria, con il 54%.
Vecchiaia, per molti è ancora un argomento tabù
Anche se a livello mondiale cresce l’attenzione al concetto di benessere, soltanto il 35% delle persone ha già messo in atto strategie per affrontare la propria vecchiaia, come la pianificazione finanziaria o la definizione anticipata di scelte sanitarie.
Tra i più previdenti ci sono i popoli di Indonesia, Cina e India. Situazione opposta in Giappone e Francia, dove solo una minoranza dichiara di preparasi al futuro. L’Italia si attesta al 25° posto, con appena il 29% degli intervistati attivi in questo senso.
La metà degli intervistati pensa a un futuro in salute
A livello globale, il 46% delle persone si dice fiducioso di poter vivere a lungo mantenendosi in una buona salute. Questo ottimismo però scricchiola un po’ con l’età e, in modo controintuitivo, anche con l’aumento dell’istruzione.
I più fiduciosi vivono in Thailandia, Indonesia e Vietnam. In Giappone e Corea del Sud, al contrario, l’ottimismo è ai minimi termini. E l’Italia? Si colloca nella fascia intermedia, con il 19% di cittadini positivi.
Tecnologia e medicina: le basi per un domani sereno
Quattro persone su dieci credono che i progressi della scienza e dell’innovazione tecnologica possano realmente prolungare la vita nei prossimi decenni. La fiducia è particolarmente alta in Cina, Messico e India. Anche in Italia c’è una buona fiducia nei confronti di tale prospettiva: il 49% degli intervistati si dice favorevole a questa visione.
Essere genitori? Una scelta difficile
La ricerca esplora un altro argomento molto interessante, la genitorialità. A livello mondiale, il 16% della popolazione non ha figli e non desidera averne. La percentuale cresce tra i giovani adulti e tra le donne, in particolare quelle con titoli di studio elevati. In Thailandia, questa scelta è particolarmente diffusa: il 38% delle donne e il 36% degli uomini non desidera diventare genitore.
All’opposto, in Paesi come Vietnam e Costa d’Avorio, l’idea di non avere figli è ancora poco presente.